Oasi Alviano Habitat Italia Valsorda, Gualdo Tadino

Glossario

Acidofila
qualifica una specie che si sviluppa su suoli acidi, ricchi in silice, con valori di pH oscillanti tra 3,5 e 5.
Alleanza
in fitosociologia sintaxa che raggruppa le associazioni vegetali floristicamente ed ecologicamente affini definito nella terminologia fitosociologica mediante l’apposizione del suffisso –ion al genere della specie prescelta (es.: Quercion ilicis).
Alloctona
entità importata in un’area geografica non propria (non autoctona).
Alluvionale
in fitosociologia, qualifica gli aggruppamenti vegetazionali che vivono lungo le valli, su suoli regolarmente interessati dalle inondazioni.
Alluvioni
sedimenti, materiali di calibro più o meno grosso a seconda della forza della corrente, trasportati in generale per lunghe distanze lungo i corsi d’acqua e depositati durante le piene. Si riconoscono tuttavia, più precisamente, alluvioni fluviali, fluvio-glaciali, lacustri, lagunari e marini.
Alofilo
specie vegetale che tollera o predilige l'elevata presenza di sali nel suolo.
Alofitica
comunità costituita da alofite.
Alonitrofila
specie o comunità vegetale legata alla presenza di sali e di derivati azotati nel substrato.
Alopsammofila
comunità psammofila capace di sopportare la salinità marina. Si tratta della vegetazione del primo tratto della duna.
Alorupicola
comunità rupicola del tratto inferiore delle coste rocciose, soggette agli spruzzi di mare o all’areosol marino.
Alotollerante
pianta e vegetazione che tollera concentrazioni medie di sali (cloruri) nel loro ambiente.
Apomissia
riproduzione di un nuovo individuo a partire da una sola cellula senza fenomeno sessuale.
Arborescente
si dice di vegetazione avente il portamento e la taglia di un albero, ma designa anche delle comunità vegetali composte di alberi. Un esempio di vegetazione arborescente è fornito dalla classe Querco-Fagetea, che raggruppa le foreste caducifoglie.
Arbusteto
formazione di arbusti che si sviluppa su praterie abbandonate, interpretabile come stadio dinamico evolutivo che prende origine dal mantello di vegetazione.
Arbusto
pianta legnosa perenne, generalmente di altezza inferiore a 10 m.
Areale
in biogeografia, porzione di territorio al cui interno è presente una specie.
Associazione vegetale:
unità di base della Fitosociologia. È una comunità vegetale caratterizzata da una particolare composizione floristica (specie caratteristiche o differenziali proprie, o una combinazione specifica caratteristica) e da aspetti ecologici, biogeografici, successionali, storici ed antropici propri.
Autoctona
specie che è indigena, originaria del territorio biogeografico considerato.
Azonale
vegetazione indipendente dalle grandi zone climatiche del pianeta che si sottrae al determimìnismo della zonazione climatica.
Basofilo
qualifica una specie vegetale che tollera o sopporta substrati a reazione basica (con valori di pH superiori a 7).
Bentonico
: (dal greco benthos = fondo) definisce un organismo o una vegetazione marina che vive a stretto contatto con il substrato.
Bienne
pianta a ciclo biennale, che fiorisce e fruttifica solo nel secondo anno di vita e quindi muore.
Biocenosi
insieme di organismi viventi (fitocenosi e zoocenosi) che occupano un biotopo.
Bioclima
insieme di fattori climatici aventi un’incidenza sugli organismi viventi.
Bioclimatologia
disciplina che studia le relazioni esistenti tra il clima e gli esseri viventi.
Biodiversità
traduzione del termine inglese biodiversity, a sua volta contrazione di biological diversity. Varietà in organismi viventi di una data porzione della biosfera.
Biogeografia
disciplina che studia le cause della distribuzione e della localizzazione degli esseri viventi sulla Terra in relazione alle condizioni ambientali.
Biotopo
spazio, area o luogo occupato da biocenosi.
Caducifoglia
pianta legnosa che cambia le foglie con ciclicità annuale.
Calcicolo o calcifico
pianta o vegetazione che richiede o sopporta grandi quantità di calcio nel suolo.
Camefita
piccolo arbusto perenne con gemme poste ad un'altezza dal suolo non superiore a 30 cm.
Casmocomofita:
specie vegetale che vive bene sia su pareti ricoperte da un sottile strato di suolo che nelle fessure delle rocce.
Casmofita
specie vegetale legata alle rocce nelle cui fessure inseriscono le radici e che mostrano adattamenti fisiologici per sopperire alla scarsa quantità di suolo.
Catena
insieme di comunità vegetali contigue, la cui distribuzione spaziale è funzione di un fattore ecologico che cambia.
Catenale
che si riferisce a una catena
Ceduo
bosco soggetto a taglio periodico. Il governo a ceduo si basa sulla ricostruzione delle parti aeree del bosco mediante polloni emessi dalle gemme presenti sulle ceppaie.
Cenosi
complesso delle specie animali e/o vegetali.
Circalitorale
piano bentonico che si estende al di sotto del limite inferiore dell'infralitorale, fino alla profondità massima alla quale le alghe multicellulari possono esplicare la fotosintesi.
Classe fitosociologica
unità superiore di più alto livello della classificazione fitosociologica definita, nella terminologia fitosociologica, mediante l’apposizione del suffisso –etea al genere della specie prescelta (es.: Quercetea ilicis).
Clima
sintesi statistica dei parametri atmosferici (temperatura, precipitazioni, umidità, pressione, venti) che interessano un territorio per un periodo di tempo sufficientemente lungo, e da cui dipende la vita delle piante e degli animali.
Climax
tappa finale di equilibrio stabile nel processo di successione vegetazionale, che permane sino a che non variano le condizioni ambientali. Rappresenta lo stadio di stabilità massima per la vegetazione di un determinato territorio. L'aggettivo corrispondente è "climacico" o "climatofilo".
Comofita
specie vegetale colonizzante rocce ricoperte da detriti vegetali e da un sottile strato di suolo.
Comunità vegetale
insieme più o meno omogeneo di piante, appartenenti a entità tassonomiche diverse, che coesistono in un determinato biotopo. È sinonimo di fitocenosi.
Conservazione
ai sensi della Direttiva Habitat, si definisce come un complesso di misure necessarie per mantenere o ripristinare gli habitat naturali e le popolazioni di specie di fauna e flora selvatiche in uno stato soddisfacente.
Corine biotopes
il manuale “Corine biotopes” dell’Unione Europea può essere considerato come la tipologia europea di riferimento per i diversi tipi di habitat. (storia e autori)
Corologia
settore della geobotanica che studia la distribuzione delle specie vegetali sulla superficie terrestre, in relazione a fattori storici, geografici ed ecologici.
Corotipi
tipi di areali indicati attraverso il nome delle zone geografiche interessate dall’areale.
Deciduo
bosco in cui gli alberi perdono le foglie entrando in fase di quiescenza nella stagione invernale.
Direttiva Habitat
direttiva 92/43/CEE del consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (GU L 206 del 22.7.1992)
Dune bianche
aspetto della duna colonizzata dall’Ammophila arenaria in formazione aperta in cui sono visibili zone di sabbia denudata.
Dune embrionali
abbozzi di duna che si originano per accumulo di sabbia sulla parte alta delle spiagge.
Dune grigie
seguono le dune bianche e sono caratterizzate da una prateria psammofila ben fissata al substrato.
Dune mobili
duna giovane o ringiovanita da erosione eolica, con vegetazione aperta e sabbie mobili.
Ecologia
scienza che studia gli ecosistemi e quindi le relazioni esistenti tra gli organismi che formano le biocenosi e l'ambiente in cui si sviluppano (biotopo).
Ecosistema
sistema biologico aperto e autoregolato formato dall'insieme delle comunità di organismi viventi (fitocenosi e zoocenosi) che vivono in un biotopo e dai processi funzionali delle loro interazioni (ecofunzioni).
Ecotono
zona di contatto e transizione rapida tra due ambienti diversi.
Edafico
che si riferisce al suolo. Fattori edafici sono le condizioni fisiche e chimiche del terreno, che hanno influenza sullo sviluppo delle piante.
Elemento corologico
ciascuno degli elementi costituenti una flora comprendente un gruppo di specie aventi areali simili.
Eliofila
si dice di specie vegetale che tende a vivere in ambienti molto illuminati.
Elofita:
pianta acquatica in cui la porzione inferiore del fusto, sommersa ed ancorata al fondo, porta le gemme perennanti mentre la porzione superiore emersa porta fiori e frutti.
Emicriptofita
pianta erbacea perenne con gemme persistenti situate a livello del suolo, coperta dalle foglie secche durante la stagione invernale.
Endemica
specie con areale circoscritto ad un territorio, generalmente di estensione limitata.
Endoreico
definisce una regione o a un bacino idrografico le cui acque non hanno sbocco verso il mare, defluendo in specchi d'acqua interni.
Esemplare
ai sensi della Direttiva Habitat, qualsiasi animale o pianta, vivi o morti, delle specie elencate nell'allegato IV e nell'allegato V; qualsiasi parte o prodotto ottenuti a partire dall'animale o dalla pianta, nonché qualsiasi altro bene che risulti essere una parte o un prodotto di animali o di piante di tali specie in base ad un documento di accompagnamento, all'imballaggio, al marchio, all'etichettatura o ad un altro elemento.
Eutrofico
ambiente ricco di sostanze nutritive.
Falesia
parete rocciosa più o meno verticale, generalmente legata al litorale.
Fitale o sistema fitale
è l'insieme di zone che giungono fino al limite di compensazione delle alghe fotofile, cioè fino al punto in cui le alghe fotofile riescono a fotosintetizzare. Comprende i Piani: Sopralitorale, Mesolitorale, Infralitorale e Circalitorale.
Fitocenosi
vedi Comunità vegetale
Fitosociologia:
scienza ecologica che studia le biocenosi dal punto di vista botanico. Si occupa delle comunità vegetali, delle loro relazioni con l'ambiente e dei processi temporali che le modificano. Si avvale di un metodo induttivo e statistico, basato sul rilievo fitosociologico della vegetazione, ed ha come obiettivo la creazione di un sistema gerarchico in cui l'associazione rappresenta l'unità di base.
Fitosociologia integrata
fitosociologia integrata, che integra spazialmente i dati della fitosociologia classica (-etum), della fitosociologia seriale (-sigmetum), della fitosociologia catenale (-geosigmetum) e della corologia (-chorosigmetum).
Flora
insieme delle specie vegetali presenti in un determinato territorio.
Fluviale
che concerne il fiume e le sue acque.
Forma biologica
categoria morfologico-biologica e strutturale delle specie vegetali, basata su caratteri esterni originatasi per adattamento o convergenza, in climi e contesti ecologici diversi. Si fonda sul modo in cui ciascuna specie, indipendentemente dalla posizione sistematica, supera la stagione sfavorevole. Le forme biologiche delle piante vascolari cormofitiche, in base alla classificazione di Raunkiaer, sono: Terofite, Geofite, Emicriptofite, Camefite, Nanofanerofite e Fanerofite.
Formazione
comunità vegetale determinata principalmente dalla fisionomia risultante dall'organizzazione spaziale e dalla forma biologica delle specie dominanti.
Fotofilo
organismo che predilige zone illuminate dalla luce solare.
Frutice
vedi Arbusto
Fustaia
popolamento forestale in cui la rinnovazione del soprassuolo si basa su piante nate da seme.
Gariga:
formazione basso-arbustiva a dominanza di camefite, tipica delle regioni a clima mediterraneo e submediterraneo, ad ecologia termo-xerofila, generalmente ubicata su substrati ad elevata pietrosità o rocciosità, con suolo decapitato.
Geofita:
pianta perenne con gemme persistenti portate da organi sotterranei (bulbi, tuberi, rizomi).
Geoserie di Vegetazione
vedi Geosigmetum
Geosigmetum
anche detto Geoserie di Vegetazione, è l'unità di base della Fitosociologia integrata o del paesaggio. È costituito da più serie che si sviluppano in contatto tra loro in funzione del variare di un gradiente ecologico (umidità, topografia, etc.) all'interno del medesimo distretto o settore corologico.
Geosinfitosociologia
vedi Fitosociologia integrata
Glareicola
pianta che vive sulla ghiaia.
Habitat
ambiente o insieme di fattori ambientali in cui si sviluppa una specie o una comunità. Ai sensi della direttiva Habitat si riconoscono Habitat naturali e Habitat d’interesse comunitario

Habitat naturali: ai sensi della Direttiva, sono zone terrestri o acquatiche che si distinguono grazie alle loro caratteristiche geografiche, abiotiche e biotiche, interamente naturali o seminaturali.

Habitat d’interesse comunitario: ai sensi della Direttiva Habitat, sono gli habitat che nel territorio:

  1. rischiano di scomparire nella loro area di ripartizione naturale; ovvero
  2. hanno un'area di ripartizione naturale ridotta a seguito della loro regressione o per il fatto che la loro area è intrinsecamente ristretta; ovvero
  3. costituiscono esempi notevoli di caratteristiche tipiche di una o più delle sette regioni biogeografiche seguenti: alpina, atlantica, boreale, continentale, macaronesica, mediterranea e pannonica e steppica.
Habitat di una specie
ai sensi della Direttiva Habitat, ambiente definito da fattori abiotici e biotici specifici in cui vive la specie in una delle fasi del suo ciclo biologico.
Idrofita:
pianta acquatica parzialmente o totalmente sommersa, portante gemme localizzate in organi sommersi che assicurano la sopravvivenza nella stagione invernale. Può essere natante o radicante, a seconda che sia flottante o ancorata al fondo.
Illirico
che interessa i territori montani nord-balcanici, regione montana della costa settentrionale dell’Adriatico.
Infralitorale
piano bentonico il cui limite superiore è dato dalla linea di bassa marea. Si estende fino alla massima profondità raggiunta dai vegetali fotofili. In Mediterraneo tale limite è intorno ai -40 m, tuttavia esso dipende dalle caratteristiche fisico-chimiche dell'acqua ed in special modo dalla trasparenza della stessa.
Lentico
caratterizza gli ambienti e gli ecosistemi acquatici con acque calme, stagnanti o leggermente fluenti.
Liana
pianta rampicante legnosa.
Limite degli alberi
confine bioclimatico al di là del quale le condizioni climatiche (freddo, aridità, vento, etc.) rendono impossibile lo sviluppo di formazioni forestali, sostituite da arbusteti, steppe e praterie. Tale locuzione viene utilizzata spesso in montagna per indicare il limite superiore del bosco tra il livello subalpino e alpino.
Lotico
caratterizza gli ambienti acquatici di acqua dolce corrente. Le specie di ambienti lotici vengono dette anche reofile.
Macaronesico
della Regione Macaronesica, comprendente le isole Canarie e le Azzorre oltre alla parte meridionale delle coste del Marocco.
Macchia
formazione arbustiva densa, di difficile accesso, in cui predominano gli arbusti sempreverdi, caratteristica della regione mediterranea.
Mantello
formazione lineare arbustiva che si sviluppa ai margini dei boschi, nella fascia di transizione tra vegetazione arborea ed erbacea, alla quale partecipano specie pioniere e ombrifile.
Matorral
termine spagnolo che definisce le vegetazioni legnose basse (da 0.5 a 2 m e più) xerofile, più o meno sclerofilliche, delle regioni a clima Mediterraneo. Sono spesso di formazione secondaria, dovuta alla pressione antropica.
Matricina
albero che, nella fase di ceduazione di un bosco, viene risparmiato sia allo scopo di sostituire le ceppaie che vanno eliminate che per garantire la produzione di seme.
Mediolitorale o mesolitorale
piano bentonico situato tra il sopralitorale, sempre emerso, e l'infralitorale sempre sommerso. E’ quindi caratterizzato dall’alternanza, più o meno regolare, di emersione e di sommersione dipendente principalmente dalla marea.
Megaforbieto
formazione vegetale costituita da grandi erbe, generalmente a foglie larghe, tipica di suoli ricchi e umidi.
Mesotrofico
ambiente con disponibilità media e abbastanza costante di sali minerali.
Microclima
clima locale legato all'habitat o alla specie.
Microgeosigmeto
vedere Microsigmeto
Microsigmeto
secondo Rivas-Martinez (1996), i microsigmeti, in fitosociologia del paesaggio, sono delle microcatene di vegetazione che, in generale, non occupano che una decina di metri quadrati. Queste sono delimitate da particolari situazioni microtopografiche ed edafiche che, in poco spazio, generano dei micrositi ecologici, o microtesselle, popolate da comunità permanenti poco stratificate, che sembrano aver raggiunto un certo equilibrio dinamico.
Monospecifico
costituito da una sola specie.
Mosaico di vegetazione
insieme di comunità vegetali e dei suoli presenti in una stessa stazione sotto forma di elementi strettamenti collegati gli uni con gli altri.
Muscinale
che si riferisce ai muschi. Qualifica lo strato vegetale più basso di una fitocenosi, soprattutto forestale, dominata dai muschi.
Naturalizzata
pianta non autoctona che si è completamente stabilita in una zona o regione nuova, dove è in grado di riprodursi e competere con le specie autoctone.
Nemorale
qualifica formazioni vegetali e comunità di piante che vivono nel bosco, ma anche gli ambiti biogeografici e gli ambienti normalmente occupati dalle foreste caducifoglie. La zona nemorale a foreste caducifoglie si oppone anche alla zone boreale delle foreste di conifere.
Ofiolite
roccia magmatica alpina di colore verde, ricca in serpentino
Oligotrofico
ambiente povero di sali basici e quindi di nutrienti.
Ombrotipo
tipo climatico che combina la temperatura e la piovosità e definito dai valori dell’indice obrotermico di Rivas-Martinez (Io).
Optimum
valore di un fattore ecologico che raggiunge un livello più favorevole per l’attività biologica considerata.
Ordine
in sintassonomia, unità che raggruppa più alleanze vegetali definita, nella terminologia fitosociologica, mediante l’apposizione del suffisso –alia al genere della specie prescelta (es.: Quercetalia ilicis).
Orlo
comunità vegetali che si sviluppano negli spazi ecotonali di contatto tra la vegetazione arbustiva del mantello e la vegetazione erbacea della prateria.
Pannonico
qualifica il dominio fitogeografico che copre la parte orientale del bacino del Danubio, Ungheria, Romania e Ucraina meridionale. La latitudine meridionale e la lontananza dall’Atlantico giustificano il carattere continentale del clima, idoneo per lo sviluppo di formazioni vegetazionali di tipo presteppico.
Pascolo
formazione erbacea naturale, seminaturale o artificiale, generalmente dominata dalle graminacee, utilizzata dagli erbivori domestici.
Paucispecifica
comunità vegetale povera di specie
Pedogenesi
l'insieme dei processi di formazione dei suoli.
Phrygana o Phrygane
garighe costituite da piante spinose, costituenti tappeti, del Mediterraneo orientale. La Direttiva Habitat indica in realtà, con questo termine, anche le garighe spinose del Mediterraneo occidentale (es.: habitat 5410)
Piano bioclimatico
designa ciascun ambiente o gruppo di ambienti che si susseguono secondo un gradiente altitudinale o latitudinale, delimitato in funzione di fattori termoclimatici ed ombroclimatici, a ciascuno dei quali corrisponde una determinata comunità vegetale. Ogni Regione biogeografica possiede piani bioclimatici peculiari, nei quali si sviluppano complessi di comunità vegetali con struttura e composizione floristica proprie, denominati "piani di vegetazione".
Pietrificante
definisce quelle sorgenti in cui l’acqua, molto ricca di bicarbonato di calcio, forma, al contatto con muschi fontinali, che detraggono ioni calcio in seguito alla loro attività fotosintetica, un precipitato di carbonato insolubile.
Pioniera
pianta in grado di insediarsi su un substrato nudo, privo di vegetazione o che favorisce l’evoluzione della vegetazione in un assetto di maggiore complessità.
Plurispecifica
descrive una comunità vegetale caratterizzata da diverse specie.
Pluristratificata
definisce una comunità vegetale, in genere forestale, caratterizzata da diversi strati di vegetazione (arborescente, arbustiva, erbacea, muscinale, etc.).
Polloni
fusti che hanno origine, in seguito alla ceduazione, da gemme che possono preesistere sulle ceppaie (gemme proventizie) o che si formano in corrispondenza di calli cicatriziali (gemme avventizie).
Pontico
in corologia, si riferisce ai territori fitogeografici prossimi al Mar Nero (anticamente denominato Ponto Eusino).
Prateria
vegetazione erbacea, è detta naturale se è situata al di sopra del limite degli alberi, al di sotto di detto limite è detta seminaturale ed il suo mantenimento richiede specifiche attività agro-pastorali, come lo sfalcio o il pascolamento.
Prostrato
portameno di una pianta che si sviluppa aderente al suolo.
Psammofile
piante e comunità che vivono su suoli sabbiosi.
regione biogeograficaRegione biogeografica
unità tipologica della Biogeografia compresa tra il regno e la provincia. La regione è un territorio che vanta una vasta flora e fauna originali con specie, generi o addirittura famiglie esclusive, oltre che macroserie e macrogeoserie proprie. In base alla Direttiva Habitat viene definita una mappa biogeografica europea funzionale all’applicazione della Direttiva stessa e quindi all’individuazione degli habitat che spesso però afferiscono ad aree biogeografiche diverse. In Italia vengono riconosciute tre aree biogeografiche: Alpina, Continentale e Mediterranea in base allo schema a lato riportato.
Reofila
descrive specie e comunità vegetali adattate a vivere in acque correnti.
Ripariale
che è localizzato sulle rive dei fiumi.
Ripario
descrive ciò che è legato agli habitat delle rive fluviali
Rivulare
descrive specie o comunità vegetali che si sviluppano nei ruscelli o lungo le loro sponde
Rizofitico
definisce la vegetazione che annovera le piante acquatiche provviste di foglie galleggianti sul pelo dell’acqua ed ancorate al substrato attraverso le strutture radicali, diffuse in particolare in acque mediamente profonde, lentiche o leggermente fluenti in presenza di sedimenti fangosi e soffici.
Ruderale
letteralmente "che vive tra i ruderi", si riferisce alla vegetazione nitrofila che tollera o predilige ambienti disturbati dall’attività umana.
Sciafila
si dice di specie vegetale che tende a vivere in ambienti ombreggiati.
Sclerofilla
pianta le cui foglie presentano adattamenti particolari, che la rendono rigida. Si interpreta come un adattamento all'aridità.
Seminaturale
vegetazione che ha subito in qualche misura gli effetti del disturbo umano, ma conserva molte specie spontanee.
Sempreverde
pianta che non perde le foglie durante l'inverno e conserva la chioma sempre verde.
Serie di Vegetazione o Sigmetum
unità geobotanica che esprime l'insieme di comunità vegetali o stadi che possono svilupparsi all'interno di uno spazio ecologicamente omogeneo, con le stesse potenzialità vegetali (tessella o tessera), e che sono tra loro in rapporto dinamico. Include perciò tanto la vegetazione rappresentativa della tappa matura o "testa di serie" quanto le comunità iniziali o subseriali che la sostituiscono. È sinonimo di sigmetum, unità di base della Fitosociologia dinamica o Sinfitosociologia.
Siepe:
formazione di arbusti di origine artificiale.
Sigmetum
vedi Serie di Vegetazione.
Silicicola
pianta o comunità legata a terreni silicei, che sono anche generalmente acidificati.
Sinfitosociologia
è il secondo livello di analisi nello studio del ricoprimento vegetale. Essa ha per oggetto gli insiemi di aggruppamenti vegetali legati tra loro da rapporti dinamici all'interno delle Serie di vegetazione.
Sintassonomia:
sistematica delle comunità vegetali o Tassonomia fitosociologica. Ciascuno dei ranghi che si riconoscono al suo interno è detto sintaxon. L'unità di base è l'associazione, cui seguono in ordine gerarchico crescente l'alleanza, l'ordine e la classe.
Sintaxon
unità sistematica di qualsiasi grado riconoscibile nella tassonomia delle comunità vegetali o "Sintassonomia".
Specie di interesse comunitario
ai sensi della Direttiva Habitat, le specie che nel territorio di cui all'articolo 2 della stessa Direttiva:
  1. sono in pericolo, tranne quelle la cui area di ripartizione naturale si estende in modo marginale su tale territorio e che non sono in pericolo né vulnerabili nell'area del paleartico occidentale, oppure
  2. sono vulnerabili, vale a dire che il loro passaggio nella categoria delle specie in pericolo è ritenuto probabile in un prossimo futuro, qualora persistano i fattori alla base di tale rischio, oppure
  3. sono rare, vale a dire che le popolazioni sono di piccole dimensioni e che, pur non essendo attualmente in pericolo né vulnerabili, rischiano di diventarlo. Tali specie sono localizzate in aree geografiche ristrette o sparpagliate su una superficie più ampia, oppure
  4. sono endemiche e richiedono particolare attenzione, data la specificità del loro habitat e/o le incidenze potenziali del loro sfruttamento sul loro stato di conservazione. Queste specie figurano o potrebbero figurare nell'allegato II e/o IV o V della Direttiva.
Specie prioritarie
ai sensi della Direttiva Habitat, si definiscono tali le specie (vedi Specie di interesse comunitario punto 1), per la cui conservazione la Comunità ha una responsabilità particolare a causa dell’importanza della parte della loro area di distribuzione naturale compresa nel territorio di cui all’articolo 2 della Direttiva. Tali specie prioritarie sono contrassegnate da un asterisco (*) nell'allegato II della Direttiva.
Stadio
vedi Tappa della serie
Stato di conservazione di un habitat naturale

ai sensi della Direttiva Habitat, si definisce come l'effetto della somma dei fattori che influiscono sull'habitat naturale in causa, nonché sulle specie tipiche che in esso si trovano, che possono alterare a lunga scadenza la sua ripartizione naturale, la sua struttura e le sue funzioni, nonché la sopravvivenza delle sue specie tipiche nel territorio di cui all'articolo 2 della Direttiva.

Lo «stato di conservazione» di un habitat naturale è considerato «soddisfacente» quando

  • la sua area di ripartizione naturale e le superfici che comprende sono stabili o in estensione,
  • la struttura e le funzioni specifiche necessarie al suo mantenimento a lungo termine esistono e possono continuare ad esistere in un futuro prevedibile e lo stato di conservazione delle specie tipiche è soddisfacente (vedi Stato di conservazione di una specie
Stato di conservazione di una specie

ai sensi della Direttiva Habitat, si definisce come l'effetto della somma dei fattori che, influendo sulle specie in causa, possono alterare a lungo termine la ripartizione e l'importanza delle sue popolazioni nel territorio di cui all'articolo 2;
Lo «stato di conservazione» è considerato «soddisfacente» quando

  • i dati relativi all'andamento delle popolazioni della specie in causa indicano che tale specie continua e può continuare a lungo termine ad essere un elemento vitale degli habitat naturali cui appartiene,
  • l'area di ripartizione naturale di tale specie non è in declino né rischia di declinare in un futuro prevedibile e
  • esiste e continuerà probabilmente ad esistere un habitat sufficiente affinché le sue popolazioni si mantengano a lungo termine.
Sito
ai sensi della Direttiva Habitat, un'area geograficamente definita, la cui superficie sia chiaramente delimitata.
Sito di importanza comunitaria
ai sensi della Direttiva Habitat, un sito che, nella o nelle regioni biogeografiche cui appartiene, contribuisce in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat naturale di cui all'allegato I della Direttiva o una specie di cui all'allegato II della Direttiva in uno stato di conservazione soddisfacente e che può inoltre contribuire in modo significativo alla coerenza di Natura 2000 di cui all'articolo 3 della Direttiva, e/o che contribuisce in modo significativo al mantenimento della diversità biologica nella regione biogeografica o nelle regioni o nelle regioni biogeografiche in questione. Per le specie animali che occupano ampi territori, i siti di importanza comunitaria corrispondono ai luoghi, all'interno dell'area di ripartizione naturale di tali specie, che presentano gli elementi fisici o biologici essenziali alla loro vita e riproduzione.
Sublitorale
fascia costiera che rimane costantemente sommersa ed è costituita dal piano infralitorale e circalitorale.
Tappa della Serie
in Fitosociologia dinamica designa ciascuna delle comunità vegetali, associazioni o stadi chiaramente delimitabili che partecipano al processo dinamico successionale.
Terofìta:
pianta erbacea che completa il suo ciclo vitale in un anno o meno e attraversa la stagione avversa sotto forma di seme.
Tessella o tessera
unità di base della Biogeografia. Corrisponde a un territorio o superficie geografica, di estensione variabile, ecologicamente omogeneo. A ciascuna tessella (o tessera) corrisponde una precisa vegetazione potenziale, un'unica serie di comunità di sostituzione ed un’unica tappa matura.
Testa di Serie
all'interno di uno spazio ecologicamente omogeneo (tessella) corrisponde alla tappa più matura che si realizza nel processo di successione vegetazionale.
Tipi di habitat naturali prioritari
ai sensi della direttiva Habitat si definiscono come quei tipi di habitat naturali che rischiano di scomparire nel territorio e per la cui conservazione la Comunità ha una responsabilità particolare a causa dell'importanza della parte della loro area di distribuzione naturale compresa nel territorio. Tali tipi di habitat naturali prioritari sono contrassegnati da un asterisco (*) nell'allegato I della Direttiva.
Torbiera alta
torbiera ombrogena, acida, a sfagni alimentata dalle acque meteoriche. Tende ad avere profili convessi, la cui bombatura è dovuta ad un ottimale sviluppo degli sfagni nella parte centrale.
Torbiera bassa
torbiera piatta che si forma per riempimenti progressivi d’acqua o nelle zone di affioramento permanente di una falda freatica.
Torbiera soligena
torbiera intermedia tra le torbiere alte e le torbiere basse
Torbiera topogena
torbiera il cui sviluppo è condizionato dalla topografia, nei siti concavi a inondazione permanente. Si sviluppano in acqua, sotto la superficie e originano una torba più o meno mineralizzata.
Torbiera
ambiente caratterizzato dall’accumulo di materiale organico decomposto, formatosi in ambienti scarsamente ossigenati e continuamente, o quasi, saturi d’acqua (torba).
Torbiere di transizione
corrispondono alle torbiere minero-ombrotrofiche o soligene, alimentate sia dalle acque freatiche sia da quelle meteoriche.
Vegetazione durevole
tipologia di vegetazione impedita nell’evoluzione da cause ambientali diverse (climatiche o edafiche).
Vegetazione potenziale
comunità vegetale stabile che esisterebbe in un dato territorio come conseguenza della successione progressiva in assenza di utilizzo antropico.
Xerofìla:
specie vegetale che predilige gli ambienti aridi.
Zona afitoica
viene così definita nelle catene dunali e delle coste rocciose, la prima parte della successione non interessata dalla presenza di vegetali superiori in quanto continuamente disturbata dal sopraggiungere dell’acqua marina.
Zona speciale di conservazione
ai sensi della Direttiva Habitat, un sito di importanza comunitaria designato dagli Stati membri mediante un atto regolamentare, amministrativo e/o contrattuale in cui sono applicate le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e/o delle popolazioni delle specie per cui il sito è designato.

Per la definizione del presente glossario sono state consultate le seguenti opere:

GEHU J.-M., 2006. Dictionnaire de sociologie et synécologie végétales. Fédération Internationale de Phytosociologie. J. Cramer - Berlin-Stuttgart.

RIVAS-MARTÍNEZ S., Avances en Geobotánica. Discurso de Apertura del Curso Académico de la Real Academia Nacional de Farmacia del año 2005, pp. 128.

BIONDI E., CALANDRA R., GIGANTE D., PIGNATTELLI S., RAMPICONI E., VENANZONI R., 2002. Il paesaggio vegetale della provincia di Terni. Provincia di Terni – Università di Perugia, pp. 104.

DIRETTIVA 92/43/CEE DEL CONSIGLIO del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7).

GIACCONE G., DI MARTINO V. (a cura di). La vegetazione marina. Università degli Studi di Catania, Dipartimento di Botanica, Centro Universitario per la Tutela e la Gestione degli Ambienti e degli Agro-Ecosistemi http://www.dipbot.unict.it/frame/vegetazionemarina.htm